L’Albergo Prealpi fu aperto a Livemmo (ora frazione del Comune di Pertica Alta, BS) da Angelo Piccini (1859 – 1929), figura di spicco della comunità locale. Situato in posizione panoramica, l’albergo si distingueva per l’epoca per la presenza di servizi moderni, come illuminazione a gas, bagni interni e terrazze panoramiche. L’albergo divenne presto un importante centro di ritrovo per personalità del panorama culturale, sociale e politico dell’epoca. Nel corso del Novecento, a causa delle difficoltà infrastrutturali e dei mutamenti nelle modalità di villeggiatura, l’attività dell’albergo declinò progressivamente fino alla sua chiusura. Dell’attività dell’albergo resta attualmente un prezioso album dei visitatori (1904-1927), ricco di dediche, disegni e annotazioni, già oggetto di studio da parte dello storico Alfredo Bonomi.
Piero Aiudi nasce a Fossombrone il 9 novembre 1948 in una famiglia operaia e antifascista. Il padre prima socialista aveva poi aderito al Pci e la madre, casalinga, partecipava attivamente alla vita politica a Fossombrone, la passione per la politica nata in famiglia si rafforza con il trasferimento a Pesaro nella frazione molto politicizzata di Villa Fastiggi, dove comincia a frequentare la Sezione del Pci e la sua biblioteca. Aiudi si iscrive alla Federazione giovanile del Pci a quindici anni, quando già lavorava come falegname nel Mobilificio Fastigi. Il Partito lo spinge ad interessarsi al sindacato e diventa giovanissimo rappresentante sindacale. L’attivismo sindacale corrisponde alla sua formazione politica e culturale. Nel 1975 Enrico Biettini, all’epoca segretario aggiunto, della Camera confederale del lavoro di Pesaro, gli propone di occuparsi del patronato Inca, dopo tre anni diventa responsabile dell’Inca di Fano, ma subito dopo pochi mesi arriva la proposta di dirigere la Fillea di Fano, per passare poi alla Filtea. Gli anni passati alla Filtea corrispondono alle lunghe lotte legate alle vertenze per la CIA, la più grande fabbrica di abbigliamento delle Marche, e di altre aziende che con la crisi licenziarono centinaia di dipendenti. Successivamente entra nella Segreteria della Camera del lavoro di Fano dove rimarrà fino al 1991 quando, con la riunificazione dei comprensori di Pesaro e Fano, è chiamato da Lino Lucarini per entrare nella Segreteria provinciale, diventa poi Segretario provinciale della Fillea, ma anche questa esperienza durerà pochi mesi perché sarà chiamato a dirigere il Patronato Inca regionale. Rimarrà a dirigere l’Inca per dieci anni, fino al 2001 per poi andare in pensione nel 2002.