Il Partito monarchico popolare (PMP) si costituisce il 2 giugno 1954, per iniziativa di Achille Lauro, in seguito ad una scissione all'interno del Partito nazionale monarchico (PNM). I contrasti nascevano dal fatto che Lauro si proponeva come obiettivo la ricerca di un accordo con la Democrazia cristiana (DC) per la formazione di una maggioranza governativa di centro-destra, che riteneva necessaria anche per consolidare il proprio potere locale (soprattutto a Napoli), mentre il segretario del partito Alfredo Covelli era orientato a stabilire alleanze a destra con il Movimento sociale italiano (MSI). Inoltre Lauro, ricco armatore navale, non intendeva più finanziare con il proprio patrimonio un partito che si era data un'organizzazione costosa e di cui non aveva il pieno controllo. Alle elezioni politiche del 1958 il PMP ottiene un risultato migliore del PNM, con il 2,6% dei voti alla Camera (e con 14 deputati e 5 senatori), contro il 2,2% del rivale (con 11 deputati e 2 senatori). Sfumata anche la speranza del PMP di inserirsi nell'area governativa, inizia un progressivo riavvicinamento dei due partiti monarchici, che si conclude nel 1959 con la loro unificazione nel Partito democratico italiano (PDI), divenuto poi, nel 1961, Partito democratico italiano di unità monarchica (PDIUM). Una frazione del PMP, contraria alla riunificazione e guidata da Antonio Cremisini, fonda il Movimento monarchico italiano.
Il Partito nazionale monarchico (PNM) si costituisce il 13 giugno 1946, a pochi giorni dal fallimento dei monarchici al referendum del 2 giugno 1946, dalla fusione della Concentrazione nazionale democratica liberale con altri partiti, associazioni monarchiche e conservatrici. Fondatore e primo segretario del partito è Alfredo Covelli. Nel 1952 ha una prima scissione, con la nascita, stimolata dalla DC del Fronte nazionale monarchico di Giovanni Alliata Di Montereale e Alberto Consiglio. Il 2 giugno 1954 la componente interna del sindaco di Napoli, Achille Lauro, favorevole ad un'alleanza con la Democrazia Cristiana, linea osteggiata dal segretario Covelli che preferiva un'alleanza di destra col Movimento sociale italiano, esce dal partito e ne fonda uno nuovo: il Partito monarchico popolare (PMP). L'11 aprile 1959 il PMP ed il PNM si riunificano dando vita al Partito democratico italiano (PDI), che il 7 marzo 1961 assume la denominazione di Partito democratico italiano di unità monarchica.
Angelo Passerini fu figura centrale del cattolicesimo sociale bresciano e punto di raccordo per i cattolici impegnati sul piano amministrativo nella Valle Sabbia.
Proseguendo l’eredità familiare – industriale e agricola – si dedicò all’impegno civico, ricoprendo cariche di consigliere comunale in numerosi comuni (Brescia, Bovezzo, Casto, Manerbio, San Gervasio, Soprazocco, Vestone) e consigliere provinciale e membro della deputazione provinciale (1885–1923).
Nel 1910 promosse la fondazione del Ricovero Valsabbino di Nozza, progetto avviato con una circolare del 24 ottobre 1910, che prevedeva una “casa mandamentale di ricovero con infermerie maschili e femminili per ammalati bisognosi”. L’opera, completata nel 1924 e inaugurata nel maggio 1925, divenne un punto di riferimento per sedici comuni della Valle Sabbia.
Nominato senatore del Regno il 30 dicembre 1914 – su proposta di Giorgio Montini – fece giuramento il 19 marzo 1915. Restò attivo in commissioni parlamentari, anche agricole, fino al 1940. Nominato Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia nel 1891, promosso Commendatore nel 1911.
Morì nel 1940 a Brescia.