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Baffioni, Elio
MdM_IT_P_00649 · Persoon · 1950 lug. 16 -

Nato a Urbania (PU) ha frequentato il primo anno dell'Istituto tecnico di Urbino per poi andare a lavorare a 16 anni nel settore edile, dal 1973 al 1977 ha lavorato alla Benelli Armi di Urbino per poi passare alla Cgil, in applicazione della Legge 300 Statuto dei lavoratori, in aspettativa. E' stato fino al 1980 dirigente della Fillea per il Montefeltro e l'alta valle del Metauro, dal 1980 al 1984 Segretario provinciale della Federbraccianti, dal 1984 al 1992 Segretario della Camera del lavoro di Urbino e dal 1992 Segretario provinciale Fillea e dal 1996 coordinatore regionale della Fillea delle Marche.

De Tomaso, Alejandro
MdM_IT_P_00659 · Persoon · 1928 lug. 10 - 2003 mag. 21

Nato a Buenos Aires, il padre di origine italiana, era un eminente uomo politico argentino, la madre apparteneva ad una delle famiglie proprietarie terriere più facoltose dell'Argentina. Da giovane De Tomaso assume impegni politici, ma si appassiona alle corse automobilistiche. Inizia a correre con una Bugatti Tipo 35 e ottiene i primi risultati con la Maserati.
A seguito delle vicende argentine del secondo dopoguerra, inizia la disfatta economica della famiglia De Tomaso. Per l'attività contro il regime Peron De Tomaso viene arrestato e, successivamente, decide di riparare all'estero, lasciando in Argentina la prima moglie Lola Guiraldes, dalla quale aveva avuto tre figli.
Giunto in Italia, nel 1954, cercò di mettere a frutto la sua esperienza nell'automobilismo, anche sull'onda dei successi ottenuti da vari piloti argentini, quali Fangio e González, all'epoca nel pieno della popolarità. Nel 1955 e nel 1956 viene ingaggiato dalla Maserati e nelle tre stagioni successive corre per la OSCA dei fratelli Maserati, con l'aiuto dei quali impiantò una piccola officina per elaborazione dei motori.
Conosce una pilota, Elizabeth Haskell, sorella del presidente della Rowan Controller Industries di Oceanport, grande azienda statunitense produttrice di sistemi e apparecchiature elettriche per automobili, partner commerciale di Ford e GM, che diventa la sua seconda moglie e che gli apre la strada per le sue future imprese.
Nel 1959, con l'appoggio finanziario della Rowan Industries, la sua piccola officina diventa la Automobili De Tomaso che in breve tempo inizia la costruzione di vetture da competizione destinate ai piloti privati e, nel 1964, anche di automobili in piccola serie.
Da questo momento, grazie anche all'aiuto della Ford, De Tomaso inizia ad intraprendere una vorticosa serie di contatti che lo portarono ad acquisire un numero impressionante di celebri aziende in crisi e gestite dalla GEPI. Fra queste la Maserati, marchi storici come Ghia e Vignale nel settore delle carrozzerie, Innocenti e Maserati in quello automobilistico, oltre a Benelli, MotoBi e Moto Guzzi in quello motociclistico.
La filosofia industriale di De Tomaso contemplava un approccio particolarmente aggressivo al mercato che si materializzava nel proporre numerosi prodotti ad alto valore d'immagine, come la Benelli Sei e la Maserati Biturbo, che per le loro qualità fortemente innovative riuscivano sempre a scatenare un sostenuto dibattito della stampa. Impreziositi dalle indubbie doti tecniche e molto curati sotto l'aspetto estetico, i modelli erano però generalmente afflitti da vari difetti di gioventù, determinati dalle brevi fasi di sperimentazione e collaudo cui erano sottoposti. Ciò comportava il rapido declino dei modelli, dopo l'iniziale e lusinghiero interesse degli acquirenti.
Nel 1993, Alejandro De Tomaso venne colpito da una grave malattia che lo obbliga a ritirarsi dall'attività aziendale, portandolo alla morte nel 2003 all'età di 75 anni; è sepolto nel cimitero di San Cataldo a Modena, dove sono anche sepolti Dino ed Enzo Ferrari.

Millo, Achille
MdM_IT_P_00092 · Persoon · 1922 ott. 25 - 2006 ott. 18
De Filippo, Eduardo
MdM_IT_P_00093 · Persoon · 1900 mag. 24 - 1984 ott. 31
Bosio, Gastone
MdM_IT_P_00097 · Persoon · 1909 - 1987

Nel 1945 fonda un'agenzia fotografica a Roma (che nel 1960 ha probabilmente sede in Piazza Barberini), diventando uno dei maggiori fotografi della scena teatrale romana.

MdM_IT_E_00111 · Instelling · 1980 mag. 4 -

Il Sindacato Italiano Unitario dei Lavoratori di Polizia (SIULP) nasce come punto d'arrivo di un percorso iniziato intorno al 1970, quando gli appartenenti al Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza avviano un Movimento per la smilitarizzazione, la riforma e la sindacalizzazione del Corpo. I promotori cercano fin da subito il collegamento con CGIL, CISL, UIL e con i partiti politici, ponendo alla base l'esigenza di evitare strumentalizzazioni e rivendicando la rinuncia al diritto di sciopero per non compromettere l'efficienza del servizio. Dopo le prime riunioni pubbliche del 1974 – a luglio a Roma, e a dicembre all'Hotel Hilton con la prima Assemblea nazionale – il Movimento si dotò di un Comitato nazionale di coordinamento, composto dai segretari generali di CGIL, CISL, UIL e da otto poliziotti. La svolta arrivò nel 1976, quando il Ministro dell'Interno Francesco Cossiga autorizzò il personale a riunirsi in comitati per discutere la riforma. Il 4 maggio 1980, al cinema Adriano di Roma, venne adottato lo Statuto che sancì ufficialmente la nascita del SIULP, e pochi mesi dopo, nell'aprile 1981, entrò in vigore la legge n. 121 di riforma dell'ex Corpo delle Guardie di P.S., che istituisce la Polizia di Stato come amministrazione civile, riconoscendo ai suoi appartenenti i diritti sindacali con l'esclusione del diritto di sciopero. Il I Congresso nazionale, tenutosi a Roma dal 24 al 27 luglio 1982, celebra la nascita del sindacato con circa 40.000 iscritti. Nel primo periodo post-congressuale, il sindacato si dedicò all'assestamento organizzativo e alla costruzione della piattaforma rivendicativa. Dopo un anno di mobilitazioni, nel 1983 venne approvato il primo Contratto nazionale di lavoro, cui seguì, nel 1984, l'accordo sulla contrattazione decentrata che assegna un ruolo alle strutture territoriali. Il 1987 vide il SIULP in prima fila nella manifestazione contro il terrorismo al Teatro Brancaccio di Roma.
Il terzo Congresso, tenutosi a Chianciano nel giugno 1991, celebrò il decennale della riforma e registrò un sindacato che rappresentava oltre la metà dei lavoratori di polizia sindacalizzati; in quella sede venne rilanciata con forza la battaglia per il Comparto Sicurezza e per un effettivo coordinamento tra le diverse forze di polizia. L'anno successivo, le stragi di Capaci e via D'Amelio videro il SIULP in prima linea nella mobilitazione antimafia, mentre una sentenza della Corte Costituzionale, che equiparava i sottufficiali dei carabinieri agli ispettori di Polizia, creava gravi sperequazioni, prontamente affrontate dal sindacato che ottenne il riequilibrio con la legge n. 216 del 1992 e si oppose all'istituzione di un Segretariato generale della P.S. che avrebbe ridimensionato il Dipartimento. Il 1994 si apre con le battaglie per il riordino delle carriere e per il Comparto Sicurezza, con una grande manifestazione nazionale a Roma a cui partecipano 20.000 lavoratori del Comparto. La mobilitazione porta al Decreto legge n. 195 del 1995, che definisce il nuovo sistema di relazioni sindacali del Comparto Sicurezza, al Decreto legge n. 197 del 1995, che riordina le carriere non direttive degli apparati di polizia, e infine al primo contratto nazionale del Comparto Sicurezza, nel luglio dello stesso anno. Il III Congresso nazionale del giugno 1996 a Chianciano, pone al centro la contrattazione di secondo livello e la riforma delle pensioni per la Polizia di Stato, avviando una mobilitazione che si conclude con una grande manifestazione a Roma il 30 aprile. Nel 1998 il SIULP organizza un importante convegno sulla dirigenza della Polizia di Stato, affrontando per la prima volta in modo organico il problema del rafforzamento del ruolo dei dirigenti; e nello stesso anno il sindacato si confronta con la legge di sanatoria dell'immigrazione clandestina, nuova emergenza per l'ordine pubblico.
Nelle Marche e a Pesaro, il SIULP ha un radicamento significativo, inizialmente legato alla CISL, che forniva spazi e contatti organizzativi. Il primo segretario provinciale a Pesaro è Fausto Stefani, poi subentra Alessandro Camilletti. Figura di rilievo è Mariano Giancarli, assistente capo in servizio alla DIGOS, che raccoglie e conserva la documentazione sindacale locale. Negli anni Ottanta, l'Amministrazione favorisce la nascita del sindacato autonomo SAP, inviando a Pesaro il segretario generale Carmine Fioriti, che riesce a creare una sezione locale, fino ad allora assente. Nel 1999, lo spostamento a destra del SIULP porta a una scissione interna del sindacato unitario e alla fondazione da parte della CGIL del SILP. A Pesaro, Lido Scalpelli e Aroldo Tagliabracci danno vita al SILP (Sindacato Italiano Lavoratori di Polizia), che però rimane numericamente minoritario rispetto al SIULP e al SAP. A livello regionale, c’è una presenza prevalente della UIL a Macerata, mentre ad Ancona il SIULP è radicato tra il personale delle volanti.

MdM_IT_E_00112 · Instelling · 1972 - 1974

Partito politico italiano di sinistra radicale fondato nel dicembre 1972 mediante la confluenza di due distinti soggetti politici, il Nuovo Partito Socialista di Unità Proletaria (PSIUP) e Alternativa Socialista. Nel 1974 si fonde con il gruppo del Manifesto divenendo il Partito di Unità Proletaria per il Comunismo.

Funzione pubblica - Fp
MdM_IT_E_00117 · Instelling · 1980 apr. 14 -

Il sindacato della Funzione Pubblica (FP) viene istituito con il Congresso di Rimini del 14-18 aprile 1980, unificando i lavoratori del pubblico impiego, della sanità privata e del settore socio-sanitario educativo. Primo segretario generale è Giuseppe Lampis, sostituito già nel 1981 da Aldo Giunti.
Le origini risalgono al 1945, quando si costituì la Federazione nazionale dipendenti statali (FNDS). Nel 1955, con il Congresso di quell'anno, il sindacato degli enti locali e quello degli ospedalieri si fusero nella Federazione nazionale dipendenti enti locali e ospedalieri (FNDELO), che negli anni successivi ampliò progressivamente le proprie competenze e il proprio ambito di rappresentanza, fino a trasformarsi nella Federazione lavoratori enti locali e sanità (FLELS). Per tutto questo periodo, rimasero comunque ben distinti tre grandi raggruppamenti: gli enti locali, gli ospedalieri, e il settore della nettezza urbana con le aziende municipalizzate. Fu proprio la necessità di superare questa frammentazione e di dare unità a un mondo del lavoro in profonda trasformazione a portare, nel 1980, alla nascita della Funzione Pubblica, che raccolse e ricompose quelle diverse tradizioni in un unico soggetto sindacale.
Negli anni successivi, il sindacato si impegnò su diversi fronti: già nel 1982 la FP nazionale avviò le prime iniziative per l'applicazione della riforma sanitaria, intervenendo con proposte sul prontuario terapeutico. A metà degli anni Ottanta, il sindacato si fece promotore di proposte sull'occupazione e sulla riforma degli accessi nella pubblica amministrazione, mentre sul finire del decennio seguì con attenzione la legge finanziaria e le norme sulla spesa sanitaria e sull'occupazione negli enti locali.
Nelle Marche e a Pesaro, la FP ha un radicamento profondo e precoce, ereditato dalle precedenti federazioni. Già nel 1977, la Federazione provinciale lavoratori Enti locali e sanità tenne il proprio Congresso a Pesaro, alla Casa del popolo di Muraglia. Il 5 giugno 1981 si tenne il primo Congresso della Funzione pubblica del comprensorio pesarese, che elesse il proprio Direttivo. L'attività locale si concentrò sulla difesa dei livelli occupazionali e sul miglioramento delle condizioni di lavoro, come testimoniano le numerose vertenze per la mobilità e la salvaguardia dei posti di lavoro nelle amministrazioni locali e nella sanità, seguite con costante attenzione dalla segreteria territoriale. Nel corso degli anni Novanta e Duemila, il sindacato si confrontò con le riforme del pubblico impiego e le privatizzazioni dei servizi, mantenendo una presenza capillare sul territorio attraverso le assemblee congressuali di base, le elezioni delle RSU e un'intensa attività di tutela individuale documentata da iscrizioni, deleghe e pratiche di disoccupazione.

Federbraccianti
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La Federbraccianti si costituisce a Ferrara al Congresso che si tenne dal 25 al 29 gennaio 1948. La Federbraccianti era uno dei quattro sindacati aderenti alla Confederterra, nata a Bologna nell'ottobre del 1946, subentrata alla Federterra che, dal 1901 al 1945, aveva riunito tutti i lavoratori dell'agricoltura. La Federbraccianti rappresenta gruppi del proletariato agricolo come gli avventizi, le mondariso e i salariati fissi. Le forme di lotta adottate nel secondo dopoguerra si intrecciano con la lotta politica facendo pressione sui governi per riformare i metodi di distribuzione del lavoro e per contrastare il caporalato. Dopo la scissione sindacale, nel 1948, il governo attraverso fenomeni di clientelismo favorisce la crescita del sindacato cattolico e la Federbraccianti spinge per forme di resistenza a oltranza, arrivando al boicottaggio degli uffici del lavoro e l'elezione diretta dei collocatori. Queste azioni porteranno al contrasto con la CGIL di Di Vittorio che nel 1949, scavalcando la Federbraccianti, troverà un accordo con il Governo. La Federbraccianti riuscì a imporre il diritto di trattare a livello nazionale per estendere le conquiste normative delle aree territoriali più forti agli operai agricoli di tutto il paese. Nel 1949 si ha il primo accordo nazionale, seguito dal Patto nazionale per i braccianti del 1950 e quello per i salariati fissi del 1951. Nonostante I primi accordi nazionali non segnino avanzamenti significativi, rappresentano comunque il riconoscimento formale della forza del sindacato in un periodo storico che vede la repressione degli scioperi con le armi e che causano nell'arco di pochi anni, dal 1945 al 1954, 109 morti, 148.269 arresti e 61.234 condanne. Lo sforzo del sindacato e del Partito comunista fu quello di contenere la violenza nella lotta politica e sindacale.

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Il Sindacato nazionale dei professori d'orchestra si costituisce a Firenze con il Congresso del 1946, fissa la sede a Roma insieme alla Federazione italiana lavoratori dello spettacolo (Fils-Cgil) a cui è affiliato. Nel primo congresso viene decisa la costituzione di un albo professionale per comprendere i professori d'orchestra stabilendo i criteri per l'ammissione. Viene anche stabilito che il collocamento venga sottoposto al controllo del Sindacato provinciale. Le prime carte del Sindacato provinciale professori d'orchestra di Pesaro, risalgono a un registro di cassa del 1947 e nel 1948 si fa riferimento alla "Cooperativa lavoratori dello spettacolo Pesaro" . Il Sindacato provinciale professori d'orchestra si occupa del collocamento degli orchestrali su richiesta di Teatri e Enti lirici e stipula i contratti. La Legge n. 264 del 1949 introduce un cambiamento e vieta espressamente l'esercizio della mediazione e successivamente, in considerazione delle particolari esigenze di lavoro nel mondo dello spettacolo, il D.P.R n. 2053 del 1963 istituisce gli Uffici speciali alle dipendenze del Ministero del lavoro e previdenza sociale che diventando l'unico tramite per il collocamento. Questa norma è contestata e nella relazione presentata al Congresso nazionale Fils del 29 ottobre 1959 si sottolinea come "l'aver sottratto completamente alla naturale competenza sindacale l'avviamento al lavoro nel settore dello spettacolo" sia la causa dell'inadeguatezza dell'Ufficio speciale a valutare le competenze necessarie per l'esercizio della professione. Nonostante le riforme normative il Sindacato provinciale di Pesaro si occupa del collocamento fino a tutto il 1957. I primi contratti presenti nel Fondo risalgono al 1955 e sono firmati per il Sindacato dal Prof. Enzo Lupi. La Segreteria provinciale è affidata al violoncellista Alfredo Lancione coadiuvato dalla violinista Jole Angelotti.

Instelling · 1944 mag. 13 - 1983 dic.

Una prima organizzazione dei bancari nasce a Bari nel maggio del 1944 con l'obiettivo di riunire tutti i sindacati nati in Italia nei diversi Istituti bancari. Dopo il Patto di Roma, del giugno 1944, il primo passo della Cgil fu quello di riconoscere il Sindacato nato a Bari, e il 3 novembre 1944 si costituisce la Federazione italiana dipendenti aziende di credito (Fidac). Il nuovo sindacato parteciperà al Congresso unitario della Cgil a Napoli a gennaio 1945.
Il Congresso fondativo della Fidac si svolge a Bologna dal 26 al 2 febbraio 1947, in quella sede venne approvato lo Statuto e definita la piattaforma contrattuale. Dopo la scissione del 1948 in un primo momento la componente cristiana decide di rimanere nella Fidac, ma a dicembre 1948 ci sarà la scissione e la componente democristiana formerà la Federazione autonoma bancari italiani (Fabi). Al Congresso del 1949 gli iscritti subirono una perdita significativa passando da 56.000 a 24.500 e calando ancora nel 1950, per un'inversione di tendenza si dovrà aspettare la metà degli anni Sessanta. Nel IX Congresso, la FIDAC-CGIL inizia a riflettere sul ruolo della categoria e sull’aggregazione inevitabile fra settori similari. Si avvia così il percorso che si concluderà nel dicembre 1983 a Roma, con il Congresso che deciderà l’accorpamento delle categorie dei bancari, degli esattoriali, degli assicurativi e dei lavoratori della Banca d’Italia: nasce la FISAC-CGIL.

Democrazia cristiana - DC
MdM_IT_E_00124 · Instelling · 1942 dic. 15 - 1994 gen. 18

La ricostruzione del partito cattolico avviene tra il 1942 e il 1943, attorno ad ex dirigenti del Partito popolare come Alcide De Gasperi, Giuseppe Spataro, Mario Scelba, Pietro Campilli e a giovani cattolici come Giorgio La Pira, Giuseppe Dossetti, Aldo Moro, Amintore Fanfani, Giulio Andreotti. La Democrazia Cristiana che aderisce al CLN e partecipa alla lotta di liberazione antifascista. La DC propugnava nel suo programma la democrazia parlamentare e l’autonomia politica e amministrativa degli enti locali, mentre difendeva i valori e il ruolo della famiglia e rivendicava la libertà dell’insegnamento privato; sul piano sociale si impegnava a limitare l’accentramento della ricchezza capitalistica e a sostenere la partecipazione dei lavoratori alla gestione delle imprese. La DC, partito interclassista e popolare, la cui matrice cattolica si accompagnava a una visione della politica sostanzialmente laica, si configura subito come forza di governo e di centro, costruendo la propria base soprattutto tra le masse contadine, i ceti medi e la borghesia imprenditoriale, mentre sul terreno ideologico si pose come forza avversa a ritorni reazionari e alla minaccia totalitaria del comunismo. Il partito partecipa ai governi Badoglio, Bonomi e Parri, finché nel dicembre 1945 viene varato il primo gabinetto De Gasperi. Tendenzialmente repubblicana (I Congresso, 1946), la DC ottiene la maggioranza relativa all’Assemblea costituente; problemi interni, riguardanti le scelte della ricostruzione, e internazionali (l’inizio di una fase di tensione fra USA e URSS) spingono De Gasperi a liquidare la formula di governo che aveva guidato i primi passi del dopoguerra, fondata sull’alleanza con socialisti e comunisti, e a inaugurare l’epoca del centrismo (1947-60). Questa scelta sortisce il successo delle elezioni del 1948 che vedono assegnata alla DC la maggioranza assoluta dei seggi. La seconda legislatura (1953-58) fu caratterizzata dalla prevalenza di Iniziativa democratica, sulle cui posizioni convergeva la corrente di Base, e sanzionata dal V Congresso (1954) che elesse Fanfani segretario. Nel 1958 Fanfani forma un governo DC-PSDI che suscita la spaccatura della sua corrente e opposizioni interne tali che è costretto a dimettersi sia dalla presidenza del Consiglio che dalla segreteria del partito. Nuovi equilibri interni portano poi nel 1959 alla segreteria di Aldo Moro, convinto dell’esaurimento della politica centrista ma meno propenso di Fanfani a forzare i tempi. Nel 1963 Moro forma il primo governo organico di centrosinistra. Seguono anni di instabilità politica (6 governi fra il 1968 il 1972), accentuata da quei fenomeni, come il movimento degli studenti che, segnalando un profondo bisogno di rinnovamento nella società civile e politica, contribuiscono a minare il quadro politico. I nuovi fermenti segnavano la fine del collateralismo politico-religioso, per cui alla DC era tradizionalmente riconosciuta la rappresentanza del mondo cattolico. La strategia della DC in questi anni non è univoca: se l’XI Congresso (1969) affianca al segretario Piccoli il presidente Zaccagnini, espressione delle aspirazioni di rinnovamento, alle presidenziali del 1971 i parlamentari della DC preferiscono, al candidato ufficiale Fanfani, Giovanni Leone, eletto con l’appoggio della destra, per giungere infine alla liquidazione del centrosinistra e alla riedizione del centrismo (1972-73). Al XII Congresso (1973), un accordo tra le correnti sancisce la riedizione del centrosinistra e la segreteria Fanfani, che utilizza la ricostituita unità interna nella perdente campagna referendaria per l’abrogazione della legge sul divorzio (1974). Con la segreteria Zaccagnini (1975) riprende vigore la linea di Moro, descritta come "strategia dell’attenzione" verso il PCI, che viene confermata dal XIII Congresso nel 1976. Nelle elezioni politiche anticipate del 1976 il 34,4% di preferenze avuto dal PCI (la DC ottenne il 38,8%) impone un’accelerazione del confronto fra i due maggiori partiti italiani. La soluzione concordata concepisce i 2 governi monocolore Andreotti (luglio 1976 - marzo 1979) detti di "solidarietà nazionale": il primo con l’astensione di PCI, PSI, PSDI, PRI, PLI, e il secondo – inaugurato il giorno del rapimento di Moro da parte delle Brigate rosse, 16 marzo 1978 – con il voto favorevole di PCI, PSI, PSDI, PRI e Democrazia nazionale. Con la crisi del secondo governo di solidarietà nazionale si chiude il periodo dell’attenzione verso il PCI. In via di esaurimento il terrorismo, dopo la pubblicazione di documenti sulla loggia massonica P2 nel 1981, viene sollevata dall’opposizione, specie comunista, la "questione morale", cioè la critica di gravi distorsioni dei meccanismi del potere interpretate come conseguenza del mancato ricambio della classe di governo.
La DC cede nel giugno 1981 la presidenza del Consiglio con i governi Spadolini, e il congresso del 1982 elegge segretario Ciriaco De Mita, esponente della sinistra, col mandato di "moralizzare" alcuni settori del partito e renderlo più permeabile alle trasformazioni della società. Nelle elezioni anticipate del 1983 la DC arretra vistosamente (32,9%), ed emerge come contestatore dell’egemonia democristiana il PSI, cui la DC lasciò la guida del governo (gabinetti Craxi, 1983-87). De Mita viene confermato alla segreteria nel 1984 e nel 1986 e dal 1988 è anche presidente del Consiglio. Al congresso del 1989 una maggioranza sfavorevole a De Mica (e meno ostile verso il PSI) guidata da Giulio Andreotti, Antonio Gava e Arnaldo Forlani, elegge quest’ultimo alla segreteria. Nel 1991, con il passaggio all’opposizione del PRI, emergono nuovi fermenti anche nel mondo politico tradizionalmente legato alla DC. Le elezioni politiche anticipate del 1992 vedono la DC scendere ancora al 29,7%. Il partito viene travolto da tangentopoli e nel 1994 finisce per dividersi in una serie di formazioni minori.

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La Federazione italiana lavoratori chimici e affini (Filcea) ha origine nel 1968 dalla fusione della Federazione italiana lavoratori chimici e petroliferi (Filcep, istituita nel 1960 dall'accorpamento di funzioni della Federazione italiana lavoratori chimici-Filc e il Sindacato dei lavoratori dell'industria petrolifera-Silp) con la Federazione italiana lavoratori ceramica elettronica vetro e abrasivi (Filceva).
Il sindacato di riferimento per i lavoratori delle aziende del chimico della provincia di Pesaro e Urbino è dal 2010 la Federazione italiana lavoratori chimica tessile energia manifatture (Filctem-Cgil), nata dalla fusione di sindacati relativi all'energia, gas e acquedotti (Fnle) con il sindacato dei chimici, vetrai, abrasivi, petroliferi (Filcea) e il tessile manifatturiero (Filtea).

Sansoni
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Paravia
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Est
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