Nasce l’8 settembre 1920, in una famiglia del ceto medio: di origine contadina la madre, impiegato il padre, che ricopre per qualche tempo la carica di segretario del fascio della frazione urbinate Trasanni. Anche Chiappini partecipa alle organizzazioni giovanili fasciste, venendo però radiato nel 1938 per indegnità, dato il suo assenteismo, e per non aver pagato la tessera. Nello stesso periodo, durante la guerra di Spagna, comincia a interessarsi di politica. Nel 1942 ottiene il diploma alle magistrali, divenendo insegnante elementare. Aderisce al Partito comunista nel novembre 1945, alla sezione di Urbino. Nel 1946 è nominato segretario di cellula. Dal giugno dello stesso anno al settembre del 1947 è segretario di sezione a Urbino. Nel 1948 viene cooptato nel Comitato federale. Al secondo Congresso provinciale della Cgil del 1949 risulta tra i delegati al Congresso nazionale. Nel 1950, da segretario provinciale della Confederterra, viene arrestato per vilipendio alle forze armate. Nel 1951 lascia la Confederterra per ricoprire l’incarico di responsabile commissione lavoro di massa della federazione del Pci. Nel 1952 assume per un breve periodo la carica di segretario della Camera del Lavoro della provincia di Pesaro.
Paolo Chimeri nacque a Lonato, in provincia di Brescia, nel 1852, in una famiglia di tradizione musicale. Iniziò precocemente gli studi sotto la guida del padre e si trasferì a Brescia per perfezionare la formazione pianistica. Ancora bambino si esibì in pubblico; a dieci anni eseguì al Teatro Grande di Brescia una fantasia su temi belliniani, avviando una carriera musicale che lo avrebbe visto protagonista della vita culturale cittadina per oltre mezzo secolo.
Nel 1866 fu nominato istruttore del coro del Teatro Grande di Brescia. Nel 1869, insieme ad Antonio Bazzini e ad altri musicisti bresciani, fu tra i fondatori della Società dei Concerti di Brescia, istituzione destinata a svolgere un ruolo centrale nella diffusione della musica strumentale in città. Nell’ambito della Società assunse la direzione dell’orchestra e ne fu consigliere dal 1878 fino al 1934, contribuendo alla programmazione e alla stabilizzazione dell’attività concertistica locale.
Accanto all’attività direttoriale, svolse intensa opera didattica come insegnante di pianoforte e formazione musicale, formando generazioni di allievi. Tra i musicisti che beneficiarono del suo insegnamento si ricordano Giovanni Tebaldini, Giacomo Benvenuti e Arturo Benedetti Michelangeli. Fu inoltre attivo come compositore di brani pianistici, musica corale e romanze da salotto, in linea con il gusto musicale dell’epoca.
Morì a Brescia il 4 aprile 1934.