Il cardinale Andrea Peretti, con testamento rogato dal notaio Fonzi di Roma in data 3 agosto 1629, dispose che i frutti del suo lascito (£60.000) fossero usati per acquistare grano e distribuirlo ai poveri di Montalto delle Marche. A questo primo lascito si aggiunsero i beni della signora Anna Prosperi (ved. Mignucci) sempre con testamento datato 11 aprile 1887.
Con testamento redatto in data 1 ottobre 1614 Fabio Biondi, Patriarca di Gerusalemme, destina le rendite delle sue proprietà all’istituzione di un dotalizio per le giovani nubile povere del suo paese purchè di comprovata buona condotta.
Renato Ognibene è nato a Modena in una famiglia di antifascisti, a sedici anni lascia la scuola per aderire alla Resistenza, è Partigiano combattente nella Brigata "Aristide", che opera nella zona di Carpi. Dopo la Liberazione riprende gli studi, ma ben presto diventa un dirigente delle Associazioni contadine della CGIL.
Deputato del Partito Comunista Italiano, eletto nel collegio di Parma, dal 1963 al 1972, nella IV e V legislatura, Ognibene fu anche, dal 1978 al 1986, consigliere del Comitato economico sociale dell'Unione Europea. Per anni ha anche operato, al fianco di Omar Bisi, come vice presidente dell'ANPI di Modena. Prima della malattia che l'ha costretto al ritiro e che lo ha portato alla morte, Renato Ognibene aveva avuto modo di dichiarare "...nella vita di una persona, come nella vita di una nazione, ci sono alcuni valori che non si vendono e non si comprano, che non si cedono. Ecco perché la riaffermazione dei valori della Resistenza nella realtà di oggi, a cominciare dalla pace, è il terreno per la costruzione di un rinnovato patto tra le generazioni".
Ognibene ha partecipato alla Costituente Contadina ed è stato vicepresidente nazionale della Confederazione italiana coltivatori (Cic). Ha ricoperto anche la carica di presidente nazionale dell’Inac, il Patronato della Cia.