Con testamento redatto dal notaio Marota in data 24 aprile 1887, Spinelli Daniele destinò che con i frutti di un lascito di £ 2000 si fosse formata una elemosina per i poveri malati di Patrignone con precedenza agli anziani infermi. In caso di prematura morte del figlio (unico erede) tutti i suoi beni sarebbero dovuti servire per la costruzione di un “ospedaletto”. Il lascito fu amministrato dal Parroco e dai Prebendati della Chiesa Priorale di Patrignone. Nel 1904 anche il fratello Don Angelo Spinelli (esecutore testamentario di Daniele) dispose che con l’affitto di un suo terreno si provvedesse ai sussidi per i poveri di Patrignone.
Il parroco Don Damiano Mancini, con testamento redatto in data 11 dicembre 1863, dispose che si formasse un capitale dalle rendite di un suo podere a favore degli infermi poveri di Patrignone con la distribuzione di denaro e medicinali agli stessi.
Serafino Pasqualini, tramite testamento rogato dal notaio Cellini in data 8 luglio 1847, istituì un legato di £ 1000 da reinvestire per formare il capitale con i cui frutti il suo erede avrebbe destinato ai due parroci di Montalto delle Marche; i curati avrebbero avuto l’obbligo di distribuire un’elemosina ai poveri ogni anno nel giorno della Vigilia di Natale.
Nel 1586 papa Sisto V onora Montalto con il titolo di città, istituisce la fiera, fa aprire la zecca, una tipografia, un lanificio, sovvenziona l'Abbondanza, il Monte di Pietà e un pio legato per maritare zitelle. Nello Statuto organico della Congregazione di Carità del 1892 si legge che l'Opera Pia Peretti fu istituita il 3 agosto 1629 ed ha per scopo di distribuire sussidi in pane ai poveri di Montalto e la creazione di un ospedale.