I monti frumentari chiamati anche granatici o di soccorso si ponevano l'obiettivo di migliorare le condizioni di vita degli agricoltori salvando gli strati più poveri della popolazione dalla piaga dell'usura. La data di fondazione di tali istituzioni è presumibilmente, da porre verso la fine del secolo XV, anche se il periodo di massimo sviluppo si ebbe nel secolo XVIII grazie al forte impulso dato dal papa Benedetto XIII nel 1724. In seguito i monti frumentari restarono vitali fino alla metà del secolo XIX. Nel 1890 la Legge Crispi n. 6972 incluse i monti frumentari tra le opere pie affidandoli all'amministrazione delle locali Congregazioni di Carità. La documentazione del Monte frumentario di Montalto delle Marche più antica risale al 1581 con un" Libro dell'amministrazione del Molino" mentre la restante parte è stata inglobata all’interno del fondo della Congregazione di Carità; nel 1895 subì una trasformazione che divise il suo patrimonio a metà fra la Cassa di Prestanze agrarie e l’erezione di un ospedale a Montalto.
Con testamento redatto dal notaio Marota in data 24 aprile 1887, Spinelli Daniele destinò che con i frutti di un lascito di £ 2000 si fosse formata una elemosina per i poveri malati di Patrignone con precedenza agli anziani infermi. In caso di prematura morte del figlio (unico erede) tutti i suoi beni sarebbero dovuti servire per la costruzione di un “ospedaletto”. Il lascito fu amministrato dal Parroco e dai Prebendati della Chiesa Priorale di Patrignone. Nel 1904 anche il fratello Don Angelo Spinelli (esecutore testamentario di Daniele) dispose che con l’affitto di un suo terreno si provvedesse ai sussidi per i poveri di Patrignone.
Giacomo Fioroni di Porchia, con testamento redatto dal notaio Marota in data 4 marzo 1874 dispose che la sua eredità, alla morte della moglie avvenuta nel 1876, fosse destinata alla costruzione di un ospedale nel suo paese. Gli amministratori, i tre curati di Porchia, decisero di utilizzare i fondi per istituire un ospedale di soccorso a domicilio che aiutasse i malati poveri con sussidi e medicinali.
Con il testamento redatto dal notaio Marota in data 14 dicembre 1873, Felice Graziani di Porchia lasciò i suoi beni (disponibili dopo la morte della moglie Loreta) ai curati del paese; il 5 marzo del 1882 i parroci incorporarono l’eredità ai beni dell’Ospedale di soccorso a domicilio già esistente in detto comune.
Il fondo della Banda Municipale di Montalto delle Marche è composto da una sola busta contente carteggio, contabilità e spartiti (1914-1959), sul dorso della busta era indicata la dicitura “Ufficio postale pontificio”. All’interno di quest’unico pezzo non si sono riscontrate informazioni utili a capire la data di fondazione e il periodo di attività della banda; né si può escludere che ci siano altre unità di questo soggetto produttore magari collocate negli altri locali che ancora conservano la documentazione dei vari archivi Montaltesi.