Nato a Pesaro
Il Partito nazionale monarchico (PNM) si costituisce il 13 giugno 1946, a pochi giorni dal fallimento dei monarchici al referendum del 2 giugno 1946, dalla fusione della Concentrazione nazionale democratica liberale con altri partiti, associazioni monarchiche e conservatrici. Fondatore e primo segretario del partito è Alfredo Covelli. Nel 1952 ha una prima scissione, con la nascita, stimolata dalla DC del Fronte nazionale monarchico di Giovanni Alliata Di Montereale e Alberto Consiglio. Il 2 giugno 1954 la componente interna del sindaco di Napoli, Achille Lauro, favorevole ad un'alleanza con la Democrazia Cristiana, linea osteggiata dal segretario Covelli che preferiva un'alleanza di destra col Movimento sociale italiano, esce dal partito e ne fonda uno nuovo: il Partito monarchico popolare (PMP). L'11 aprile 1959 il PMP ed il PNM si riunificano dando vita al Partito democratico italiano (PDI), che il 7 marzo 1961 assume la denominazione di Partito democratico italiano di unità monarchica.
Giuseppe Santini nasce a Forlimpopoli, dopo la laurea esercita la professione di avvocato a Cesena, nel 1947 si trasferisce a Pesaro, probabilmente quando la moglie, Ofelia Moroni, acquista il Palazzo Montani Antaldi, oggi sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro, in via Passeri 72, dove avrà sede il Partito monarchico popolare, a partire dal 1957. Santini trasferendosi a Pesaro, nel 1948, lascia l'UMI e aderisce al Partito nazionale monarchico, di cui assume la responsabilità della Sezione. Muore a Cesena il 27 marzo 1981.
Paolo Chimeri nacque a Lonato, in provincia di Brescia, nel 1852, in una famiglia di tradizione musicale. Iniziò precocemente gli studi sotto la guida del padre e si trasferì a Brescia per perfezionare la formazione pianistica. Ancora bambino si esibì in pubblico; a dieci anni eseguì al Teatro Grande di Brescia una fantasia su temi belliniani, avviando una carriera musicale che lo avrebbe visto protagonista della vita culturale cittadina per oltre mezzo secolo.
Nel 1866 fu nominato istruttore del coro del Teatro Grande di Brescia. Nel 1869, insieme ad Antonio Bazzini e ad altri musicisti bresciani, fu tra i fondatori della Società dei Concerti di Brescia, istituzione destinata a svolgere un ruolo centrale nella diffusione della musica strumentale in città. Nell’ambito della Società assunse la direzione dell’orchestra e ne fu consigliere dal 1878 fino al 1934, contribuendo alla programmazione e alla stabilizzazione dell’attività concertistica locale.
Accanto all’attività direttoriale, svolse intensa opera didattica come insegnante di pianoforte e formazione musicale, formando generazioni di allievi. Tra i musicisti che beneficiarono del suo insegnamento si ricordano Giovanni Tebaldini, Giacomo Benvenuti e Arturo Benedetti Michelangeli. Fu inoltre attivo come compositore di brani pianistici, musica corale e romanze da salotto, in linea con il gusto musicale dell’epoca.
Morì a Brescia il 4 aprile 1934.