La FLAI Federazione dei Lavoratori dell’Agroindustria della Cgil si costituisce nel gennaio del 1988, mediante l’accorpamento di Federbraccianti e Filziat (Federazione Italiana Lavoratori Zucchero, Industria Alimentare e Tabacco).
Al V Congresso della Filia (Federazione italiana lavoratori industrie alimentari, tenuto a Modena nel marzo 1960, si costituisce la Filziat attraverso l'accorpamento di Fiaiza (Federazione italiana addetti industria zucchero e alcool) e Filia. La Filziat ingloba anche il Sindacato tabacchine, anche se al IV Congresso a Caserta del febbraio 1960 la Segretaria Ernestina Soleri si era opposta fermamente e per questo costretta alle dimissioni.
Nasce a Pesaro il 23 febbraio 1937 in una famiglia operaia. Frequenta le scuole elementari a Villa Fastiggi, poi la scuola media inferiore serale a Pesaro. Dall’età di 11 a quella di 14 anni è fabbro meccanico. Si occupa di lavori vari: dalle ringhiere, alle reti da letto alla chiusura dei cofani.
Verso i 16 anni lascia questo lavoro per diventare falegname e dopo un paio di anni entra nel mobilificio Fastigi. Lo ricorda come una delle poche fabbriche del pesarese interamente sindacalizzata. Qui comincia la sua attività politica: si iscrive nella segreteria provinciale dei giovani comunisti e, compiuti 18 anni, è scelto dalla Cgil in quella fabbrica come attivista di reparto. Si chiude un cerchio famigliare: anche il padre, partigiano, era stato iscritto alla Cgil. Lino Mengucci ricorda in un’intervista di avere avuto allora la proposta di guidare la federazione giovanile comunista, ma di non aver potuto accettare per motivi economici, data la mancata sicurezza di uno stipendio. Data la buona conduzione di alcuni scioperi che ottengono alcuni risultati gli viene tuttavia prospettato un impegno a tempo pieno nel sindacato. Comincia a lavorarvi il 1 maggio 1961, a ventitré anni.
Nel 1963 risulta nel Comitato direttivo della Fillea, guidata da Pino Monaldi. Al suo interno Mengucci è segretario del legno. Gli iscritti in quel momento sono pochi, appena 130. Ma si trattava un settore in espansione: al momento della sua uscita avrebbe contato circa 3000 iscritti. Dopo cinque anni, viene chiamato nel direttivo nazionale. In seguito gli verrebbe proposta anche la segreteria nazionale del sindacato Legno. Alla fine degli anni Sessanta, viene scelto come rappresentante della Cgil nazionale, in occasione della festa del primo maggio a Berlino. Vi si deve recare da solo: il delegato della Toscana designato assieme a lui non lo aveva potuto accompagnare per un ricovero improvviso della moglie. «Mi prese un accidente ma accettai. Mi venne data una busta lettere con il biglietto d’aereo per arrivare a Berlino. Non sapevo niente di quello che avrei dovuto fare e dove sarei dovuto andare. Mi diressi verso l’aeroporto e mi venne incontro Vigiani, un compagno, che non appena mi vide mi presentò a due grandi politici che erano lì con noi, e cioè Bufalini, che fu un senatore autorevole del Pci, e Segre che fu il responsabile per la politica estera nel Pci» racconta in un’intervista rilasciata nel 2005.
Nel 1972 è nominato nel direttivo della federazione unitaria Cgil, Cisl e Uil. Al Congresso del 1973 è eletto nel Comitato direttivo provinciale della Camera del lavoro come segretario provinciale del sindacato per il legno e nel Comitato direttivo provinciale Inca. Insieme a Lorenzo Cicerchia è inoltre segretario della Federazione lavoratori costruzioni, l’organismo unitario che teneva insieme i sindacati di settore delle tre confederazioni. In questi anni guida l’occupazione della Cassese di Mondolfo, fabbrica di cornici di quattrocento operai che esportava in tutta Europa, contribuendo al suo salvataggio. Conduce inoltre una lunga, difficile battaglia contro la Confindustria, perché fosse riconosciuta la nocività di alcune macchine, che nei mobilifici producevano onde elettromagnetiche, causando impotenza nei dipendenti. Il suo impegno sarebbe stato immortalato, nel mezzo di un’assemblea, nel documentario La salute non si vende, girato in parte a Pesaro e uscito nel 1977.
Dopo essere stato a lungo segretario nel settore Legno e all’interno della Fillea, diventa direttore del patronato Inca. Dal 1975 al 1977 è nominato tra i membri della Segreteria camerale. Le ultime esperienze in Cgil avvengono ai trasporti, infine alla Filcams. Lascia il sindacato negli anni Ottanta per passare alla Lega cooperative provinciale, ma vi torna, da pensionato, nel 1987. È infatti per quattordici anni segretario responsabile del Sunia e infine collabora allo Spi.
Armando Lugli fu membro del Comitato nazionale di liberazione - CNL costituitosi a Pesaro nel 1943, fra i fondatori del Partito d'Azione e in seguito presidente del CNL provinciale nel 1945. Fratello di Bruno Lugli, garibaldino volontario in Spagna nella guerra contro il franchismo, caduto a Villanuova del Pardillo il 16 luglio 1937.
Nato a Fossombrone.
Presidente dell'Associazione industriali di Pesaro e Urbino nella prima metà degli anni Sessanta.
Renato Fastigi antifascista è attivo nell'organizzazione clandestina comunista, viene arrestato nel 1943 e liberato ancora con la caduta del fascismo. Fa parte del Comitato di liberazione nazionale della provincia di Pesaro in rappresentanza del Partito comunista fino alla Liberazione. Vicesindaco di Pesaro nella giunta comunale nominata dal Comitato nazionale di Liberazione nazionale ed insediatasi il 7 settembre 1944. Allora sindaco venne nominato Giulio Coli (Dc) che il 7 settembre 1945 venne sostituito nell'incarico da Mario Comandini (pure Dc). Con le prime elezioni del dopoguerra, che si tennero il 31 marzo 1946, Renato Fastiggi, che capeggiava la lista del Pci, divenne Sindaco di Pesaro, carica che conservò ininterrottamente fino al settembre 1958, quando gli subentrò Giorgio De Sabbata. Tutta la fase della ricostruzione della città e l'avvio dello sviluppo di Pesaro, ebbero in Renato Fastigi il protagonista principale sia nella guida dell'amministrazione comunale, sia nell'esempio personalmente offerto come imprenditore che segnò la nascita dell'industria del mobile, diventando in breve tempo il principale produttore di mobili a Pesaro. Alla guida della civica amministrazione si caratterizzò sia con importanti realizzazioni, sia per i rapporti che seppe stabilire con tutti i settori della vita cittadina e con le varie forze politiche sociali. Dal piano di ricostruzione alla riorganizzazione dei servizi comunali (acquedotto, azienda gas, mattatoio), alla istituzione del servizio di autotrasporti urbani (prima in concessione a privati, e poi, municipalizzati), al primo piano regolatore generale (1956-57), all'avvio dell'industria alberghiera e turistica, al Festival nazionale di arte drammatica. Nel 2009 il Comune di Pesaro gli intitola un parco.
Segretario provinciale della Federazione italiana bancari (Fib) Cisl di Pesaro nella seconda metà degli anni Settanta.