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Notice d'autorité
Storti, Bruno
MdM_IT_P_00561 · Personne
Pica S.p.A - Pesaro
MdM_IT_E_00108 · Collectivité · 193-? -

L'azienda Pica S.p.A. nasce nel 1934, quando la Fornace Laterizi di Wolframo Pierangeli e Claudio Cangiotti, gravemente danneggiata dagli eventi bellici, fu ricostruita e ampliata prendendo il nome nel 1954 dai due soci trasformarono la società in Pica S.p.A., dalle iniziali dei rispettivi cognomi.
Alla metà degli anni Ottanta rileva l’azienda Cotto Zoni e nel 1991 il Gruppo rileva la Cotto David, azienda con sede ad Asciano in provincia di Siena.Nel 2008 viene inaugurato lo stabilimento di Portacomaro (Asti), tra i più moderni impianti per la produzione di coperture in laterizio presente in Italia.
Dal maggio 2017 l’Azienda è gestita dal Gruppo francese Terreal attraverso la sua controllata Terreal Italia srl.

Moro, Aldo
MdM_IT_P_00563 · Personne · 1916 set. 23 - 1978 set. 5

Aldo Moro nasce il 23 settembre 1916 a Maglie, in provincia di Lecce, da Renato Moro, ispettore scolastico, e da Fida Stinchi, insegnante elementare di Cosenza. Dal matrimonio nascono cinque figli: Alberto, Aldo, Salvatore, Maria Rosaria, Alfredo Carlo. Nel 1934 consegue la maturità classica presso il liceo classico «Archita» di Taranto. Nello stesso anno la famiglia Moro si trasferisce a Bari. Nel 1938 Aldo Moro si laurea in giurisprudenza all’Università di Bari con una tesi su «La capacità giuridica penale». Nello stesso anno è nominato assistente volontario alla cattedra di Diritto e procedura penale. Nel 1939 è eletto presidente nazionale della FUCI. Mantiene tale carica fino a quando non viene chiamato alle armi (1942). Pubblica «La capacità giuridica penale». Il 15 febbraio, all’età di 59 anni, muore la madre Fida Stinchi.
Nel 1941 gli è conferito l’incarico di Filosofia del Diritto e di Storia e Politica coloniale all’Università di Bari, che terrà fino al 1963 quando si trasferirà alla Facoltà di Scienze politiche all’Università La Sapienza di Roma per occupare la cattedra di Istituzioni di Diritto e Procedura Penale. Nel 1942 pubblica «La subiettivazione della norma penale» e ottiene la libera docenza in Diritto penale. Nel 1943 fonda a Bari «La Rassegna», insieme ad Antonio Amendola, Pasquale De Prete, Armando Regina. La rivista è pubblicata fino al 1945. Nell’ottobre del 1943 partecipa all’attività di «Radio Bari».
Nel 1944 Moro si iscrive alla DC. Muore a trent’anni il fratello maggiore Alberto, magistrato.
Nel 1945 è nominato presidente del Movimento dei laureati di Azione cattolica, carica che terrà fino al 1946. Dal gennaio del ’45 al dicembre del ’48 dirige la rivista «Studium». Sposa Eleonora Chiavarelli, dalla quale avrà quattro figli: Maria Fida (1946), Anna Maria (1949), Maria Agnese (1952), Giovanni (1958).
Nel 1946 viene eletto alla Costituente (2 giugno 1946 - 31 gennaio 1948) con 27.801 voti di preferenza, lavora nella Commissione dei 75 che ha il compito di redigere il progetto di Carta costituente della Repubblica Italiana e svolge il suo lavoro nella prima sottocommissione: è relatore per la parte relativa «ai diritti dell’uomo e del cittadino». È nominato vicepresidente del gruppo democristiano alla Costituente.
Nel 1947 viene nominato professore straordinario di Diritto penale all’Università di Bari. Nel 1948 nella I legislatura (8 maggio 1948 – 24 giugno 1953) è eletto deputato nella circoscrizione di Bari-Foggia (che resterà il suo collegio elettorale per tutta la vita) con 62.971 voti di preferenza. È nominato sottosegretario al Ministero degli Esteri nel quinto governo De Gasperi (23 maggio 1948 – 14 gennaio 1950). Nel 1951 pubblica «Unità e pluralità di reati» ed è nominato ordinario di Diritto penale.
Nella II legislatura (25 giugno 1953 – 11 giugno 1958), è rieletto deputato nella circoscrizione di Bari-Foggia con 39.007 voti di preferenza. Entra nella Commissione Giustizia della Camera ed è eletto presidente del Gruppo parlamentare della DC, carica che conserva fino al 1955.
Nel 1954 pubblica «Osservazione sulla natura giuridica della exceptio veritatis». Nel 1955 è nominato ministro di Grazia e Giustizia nel primo governo Segni (6 luglio 1955 – 15 maggio 1957). Nel 1956 è eletto Consigliere Nazionale al VI Congresso DC. Nel 1957 è nominato ministro della Pubblica Istruzione, nel monocolore democristiano presieduto da Adone Zoli (19 maggio 1957 – 01 luglio 1958). Nella III legislatura (12 giugno 1958 – 15 maggio 1963) è capolista della DC nella circoscrizione di Bari-Foggia per la Camera dei Deputati e raccoglie 154.411 voti di preferenza. È riconfermato ministro della Pubblica Istruzione nel secondo governo Fanfani (01 luglio 1958 – 15 febbraio 1959).
Nel febbraio 1959 è eletto Segretario politico della DC. Nell’ottobre conquista la maggioranza al Congresso di Firenze ed è riconfermato segretario politico della DC, carica che conserverà fino alla fine del 1963.
La sua relazione del 1962 al Congresso di Napoli della DC sancisce la fine del centrismo e l’apertura della Democrazia Cristiana ai contenuti programmatici della politica di centro-sinistra. È riconfermato Segretario del partito. Nella IV legislatura (16 maggio 1963 – 4 giugno 1968) è rieletto deputato nella circoscrizione di Bari-Foggia con 225.991 voti di preferenza. Costituisce il suo primo governo (4 dicembre 1963 – 22 luglio 1964), un governo di centro-sinistra «organico» a cui concorrono DC, PSI, PSDI, PRI. Il vicepresidente è Pietro Nenni. Presiede il suo secondo governo dal 22 luglio 1964 al 23 febbraio 1966. Le forze che lo compongono sono le stesse del precedente governo e il vicepresidente è sempre Pietro Nenni. Assume l’interim del ministero degli Esteri, prima (dal 28 dicembre 1964 al 5 marzo 1965) per le dimissioni di Giuseppe Saragat eletto Presidente della Repubblica e poi per le dimissioni di Amintore Fanfani (dal 30 dicembre 1965 al 23 febbraio 1966).
Nel 1966 costituisce il terzo governo quadripartito di centro-sinistra (23 febbraio 1966 – 24 giugno 1968). Vicepresidente è sempre Pietro Nenni.
Nella V legislatura (5 giugno 1968 – 24 maggio 1972) viene eletto alla Camera dei Deputati con 293.167 voti di preferenza.
Nel 1969 forma la sua corrente che all’XI Congresso della DC, svoltosi a Roma, raccoglie l’8% dei voti. È nominato ministro degli Esteri nel secondo governo Rumor (5 agosto 1969 – 27 marzo 1970).
Nel 1970 fallisce il suo tentativo di costituire un governo quadripartito organico di centro-sinistra, dopo la crisi del secondo governo Rumor. È riconfermato ministro degli Esteri nel terzo governo Rumor (27 marzo 1970 – 6 agosto 1970), carica che mantiene anche nel primo governo Colombo (6 agosto 1970 – 17 febbraio 1972).
Anche nel primo governo Andreotti rimane ministro degli Esteri (17 febbraio 1972 – 26 giugno 1972). Alle elezioni politiche della VI legislatura (25 maggio 1972 – 4 luglio 1976) per la Camera dei Deputati ottiene 178.475 voti di preferenza. È nominato presidente della Commissione Affari Esteri della Camera dei Deputati.
Nel 1973 è riconfermato ministro degli Esteri nel quarto (07 luglio 1973 – 14 marzo 1974) e nel quinto governo Rumor (14 marzo 1974 – 23 novembre 1974).
Nel 1974, dopo una lunga crisi, costituisce il suo quarto governo (DC-PRI) (23 novembre 1974 – 12 febbraio 1976). La Malfa è vicepresidente del Consiglio. Il governo è sostenuto da una maggioranza che copre tutta l’area del centro-sinistra.
Presiede poi il suo quinto governo monocolore DC (12 febbraio 1976 – 29 luglio 1976). Nel luglio è eletto presidente del Consiglio Nazionale della DC.
Il 28 febbraio 1978, nel corso della riunione congiunta dei gruppi parlamentari democristiani di Camera e Senato, tiene un discorso decisivo al fine di ottenere il consenso necessario alla nascita del nuovo governo Andreotti, che si avvarrà dell’appoggio programmatico e parlamentare – ma non di governo – del PCI. Il 16 marzo, mentre si sta recando alla Camera per il voto al nuovo governo, è rapito dalle Brigate Rosse che uccidono tutti gli uomini della sua scorta: Oreste Leonardi, Domenico Ricci, Francesco Zizzi, Raffaele Iozzino, Giulio Rivera. Il 9 maggio, dopo 55 giorni di prigionia, viene ucciso dalle Brigate Rosse.

Bancolini, Giambattista Gaetano
MdM_IT_P_00521 · Personne · 1940 ott. 29-

Nato a Milano, socialista, Segretario generale aggiunto della Camera del lavoro territoriale di Pesaro dal 1985 al 1988.

Cerri, Elio
MdM_IT_P_00566 · Personne · 1953 dic. 26 -

Nato a Pesaro. Segretario della Filcea e componente della Segreteria Fillea Cgil dal 1979.

Giuliani, Lottaldo
MdM_IT_P_00542 · Personne

Segretario della Camera del lavoro di Pergola per alcuni mesi nel 1948.

Collectivité

La Federazione nazionale coloni e mezzadri nasce con il Congresso di Siena del 12 e 14 dicembre 1947, e aderisce alla Confederazione dei lavoratori della terra (Confederterra), costituita con il Congresso di Bologna nell'ottobre 1946. Al momento della fondazione la Federazione contava già 280.000 iscritti e al II Congresso di Pesaro del 1950 gli aderenti erano diventati 478.768.
Il sindacato Federmezzadri di Pesaro è attivo dal 1947, ma dei primi anni di attività non si sono conservate testimonianze scritte, ne abbiamo notizia dal Congresso della Camera del lavoro provinciale del 1947 e da accordi del 1945-1946 in cui i segretari della Camera del lavoro figurano come rappresentanti, ma occorre arrivare al 1952 con il III Congresso provinciale per constatare una maggiore autonomia e organicità.

Chiappini, Giuseppe
MdM_IT_P_00584 · Personne · 1920 set. 8 -

Nasce l’8 settembre 1920, in una famiglia del ceto medio: di origine contadina la madre, impiegato il padre, che ricopre per qualche tempo la carica di segretario del fascio della frazione urbinate Trasanni. Anche Chiappini partecipa alle organizzazioni giovanili fasciste, venendo però radiato nel 1938 per indegnità, dato il suo assenteismo, e per non aver pagato la tessera. Nello stesso periodo, durante la guerra di Spagna, comincia a interessarsi di politica. Nel 1942 ottiene il diploma alle magistrali, divenendo insegnante elementare. Aderisce al Partito comunista nel novembre 1945, alla sezione di Urbino. Nel 1946 è nominato segretario di cellula. Dal giugno dello stesso anno al settembre del 1947 è segretario di sezione a Urbino. Nel 1948 viene cooptato nel Comitato federale. Al secondo Congresso provinciale della Cgil del 1949 risulta tra i delegati al Congresso nazionale. Nel 1950, da segretario provinciale della Confederterra, viene arrestato per vilipendio alle forze armate. Nel 1951 lascia la Confederterra per ricoprire l’incarico di responsabile commissione lavoro di massa della federazione del Pci. Nel 1952 assume per un breve periodo la carica di segretario della Camera del Lavoro della provincia di Pesaro.

Sindacato provinciale facchini - Pesaro
Collectivité

Il Sindacato nazionale facchini e ausiliari (Snfa) nasce a Roma nell'aprile 1946, nella provincia di Pesaro i lavoratori che si occupavano di carico e scarico merci, organizzati in "Carovane", erano rappresentati dal 1945 direttamente dalla Camera del lavoro che seguiva, per le Carovane, la definizione delle tariffe per le operazioni di facchinaggio. Nel 1947 il Sindacato provinciale facchini viene costituito a Pesaro, come risulta dal verbale del 24 febbraio 1947, in cui Michele Lugli, segretario del Sindacato provinciale facchini di Pesaro, presiede l'assemblea per la costituzione della Carovana di Mondolfo. La costituzione delle Carovane è curata e seguita dal Sindacato facchini (a Fano nel 1946, nel 1947 a Mondolfo, nel 1965 a Gabicce Mare e Isola di Fano, nel 1968 a Belvedere Fogliense) così come le vertenze e le controversie fra le Carovane stesse.
Dal 1960 il Sindacato facchini di Pesaro, per la costituzione della Carovana portabagagli di Pesaro, adotta lo statuto tipo del Sindacato nazionale in cui si precisa che la Carovana doveva aderire al SNFA ed essere obbligata ad osservarne le norme e che gli iscritti dovevano ritirare la tessera annualmente della Cgil e versare i contributi per le organizzazioni "sindacali verticali e orizzontali". Successivamente il Sindacato facchini di Pesaro elabora un proprio statuto tipo più sintetico in cui vengono omessi i riferimenti agli obblighi nei confronti della Cgil, ma la regolare corresponsione delle quote di tesseramento è documentata dal 1959 al 1975.
Nel 1964 a livello nazionale si costituisce la Federazione italiana facchini e trasportatori ausiliari (Fifta) che unifica il Sindacato nazionale facchini e ausiliari (Snfa) e il Sindacato italiano trasportatori locali (Sitl), mentre nella provincia di Pesaro l'attività del Sindacato provinciale facchini di Pesaro è documentata fino al 1975. Nel 1973 la Fifta, insieme agli altri cinque sindacati dei lavoratori dei trasporti, confluisce nella Fist, che nel 1980 diventerà Filt.

Lugli, Michele
MdM_IT_P_00588 · Personne · [192-?] -

Segretario del Sindacato provinciale facchini di Pesaro negli anni Quaranta e Cinquanta.

Campanari, Adriano
MdM_IT_P_00028 · Personne · 1936 -

Nato e vissuto sempre a Villa Fastiggi (Pesaro), appassionato collezionista di oggetti del mondo contadino.

Collectivité

La FLAI Federazione dei Lavoratori dell’Agroindustria della Cgil si costituisce nel gennaio del 1988, mediante l’accorpamento di Federbraccianti e Filziat (Federazione Italiana Lavoratori Zucchero, Industria Alimentare e Tabacco).

Collectivité

Al V Congresso della Filia (Federazione italiana lavoratori industrie alimentari, tenuto a Modena nel marzo 1960, si costituisce la Filziat attraverso l'accorpamento di Fiaiza (Federazione italiana addetti industria zucchero e alcool) e Filia. La Filziat ingloba anche il Sindacato tabacchine, anche se al IV Congresso a Caserta del febbraio 1960 la Segretaria Ernestina Soleri si era opposta fermamente e per questo costretta alle dimissioni.

Mengucci, Lino
MdM_IT_P_00600 · Personne · 1937 feb. 23 -

Nasce a Pesaro il 23 febbraio 1937 in una famiglia operaia. Frequenta le scuole elementari a Villa Fastiggi, poi la scuola media inferiore serale a Pesaro. Dall’età di 11 a quella di 14 anni è fabbro meccanico. Si occupa di lavori vari: dalle ringhiere, alle reti da letto alla chiusura dei cofani.
Verso i 16 anni lascia questo lavoro per diventare falegname e dopo un paio di anni entra nel mobilificio Fastigi. Lo ricorda come una delle poche fabbriche del pesarese interamente sindacalizzata. Qui comincia la sua attività politica: si iscrive nella segreteria provinciale dei giovani comunisti e, compiuti 18 anni, è scelto dalla Cgil in quella fabbrica come attivista di reparto. Si chiude un cerchio famigliare: anche il padre, partigiano, era stato iscritto alla Cgil. Lino Mengucci ricorda in un’intervista di avere avuto allora la proposta di guidare la federazione giovanile comunista, ma di non aver potuto accettare per motivi economici, data la mancata sicurezza di uno stipendio. Data la buona conduzione di alcuni scioperi che ottengono alcuni risultati gli viene tuttavia prospettato un impegno a tempo pieno nel sindacato. Comincia a lavorarvi il 1 maggio 1961, a ventitré anni.
Nel 1963 risulta nel Comitato direttivo della Fillea, guidata da Pino Monaldi. Al suo interno Mengucci è segretario del legno. Gli iscritti in quel momento sono pochi, appena 130. Ma si trattava un settore in espansione: al momento della sua uscita avrebbe contato circa 3000 iscritti. Dopo cinque anni, viene chiamato nel direttivo nazionale. In seguito gli verrebbe proposta anche la segreteria nazionale del sindacato Legno. Alla fine degli anni Sessanta, viene scelto come rappresentante della Cgil nazionale, in occasione della festa del primo maggio a Berlino. Vi si deve recare da solo: il delegato della Toscana designato assieme a lui non lo aveva potuto accompagnare per un ricovero improvviso della moglie. «Mi prese un accidente ma accettai. Mi venne data una busta lettere con il biglietto d’aereo per arrivare a Berlino. Non sapevo niente di quello che avrei dovuto fare e dove sarei dovuto andare. Mi diressi verso l’aeroporto e mi venne incontro Vigiani, un compagno, che non appena mi vide mi presentò a due grandi politici che erano lì con noi, e cioè Bufalini, che fu un senatore autorevole del Pci, e Segre che fu il responsabile per la politica estera nel Pci» racconta in un’intervista rilasciata nel 2005.
Nel 1972 è nominato nel direttivo della federazione unitaria Cgil, Cisl e Uil. Al Congresso del 1973 è eletto nel Comitato direttivo provinciale della Camera del lavoro come segretario provinciale del sindacato per il legno e nel Comitato direttivo provinciale Inca. Insieme a Lorenzo Cicerchia è inoltre segretario della Federazione lavoratori costruzioni, l’organismo unitario che teneva insieme i sindacati di settore delle tre confederazioni. In questi anni guida l’occupazione della Cassese di Mondolfo, fabbrica di cornici di quattrocento operai che esportava in tutta Europa, contribuendo al suo salvataggio. Conduce inoltre una lunga, difficile battaglia contro la Confindustria, perché fosse riconosciuta la nocività di alcune macchine, che nei mobilifici producevano onde elettromagnetiche, causando impotenza nei dipendenti. Il suo impegno sarebbe stato immortalato, nel mezzo di un’assemblea, nel documentario La salute non si vende, girato in parte a Pesaro e uscito nel 1977.
Dopo essere stato a lungo segretario nel settore Legno e all’interno della Fillea, diventa direttore del patronato Inca. Dal 1975 al 1977 è nominato tra i membri della Segreteria camerale. Le ultime esperienze in Cgil avvengono ai trasporti, infine alla Filcams. Lascia il sindacato negli anni Ottanta per passare alla Lega cooperative provinciale, ma vi torna, da pensionato, nel 1987. È infatti per quattordici anni segretario responsabile del Sunia e infine collabora allo Spi.

Niger, Rolando
MdM_IT_P_00602 · Personne · 1948 apr. 5 -
Lugli, Armando
MdM_IT_P_00608 · Personne · 1899 apr. 1 - 1987 giu. 23

Armando Lugli fu membro del Comitato nazionale di liberazione - CNL costituitosi a Pesaro nel 1943, fra i fondatori del Partito d'Azione e in seguito presidente del CNL provinciale nel 1945. Fratello di Bruno Lugli, garibaldino volontario in Spagna nella guerra contro il franchismo, caduto a Villanuova del Pardillo il 16 luglio 1937.

Benelli S.p.a
MdM_IT_E_00103 · Collectivité
Monaldi, Marco
MdM_IT_P_00636 · Personne · 1961 ago. 30

Nato a Fossombrone.