Nasce a San Pietro in Calibano, l’attuale Villa Fastiggi di Pesaro. Il padre era operaio e mugnaio ai Molini Albani, la madre, di origine contadina, esercitava il mestiere di sarta. Dalla condizione operaia derivarono le sue idee socialiste. Ceramista, membro del comitato clandestino per l’organizzazione del Partito comunista italiano di Pesaro, fu arrestato dai fascisti per due volte nel 1933 e trascorse venti mesi di prigionia tra Roma e Civitavecchia. Tornato in libertà si aggrega ai gruppi antifascisti e viene di nuovo arrestato, accusato insieme a Pompilio Fastiggi è condannato a 16 anni con sentenza del luglio 1936. Esce dal carcere nell'agosto del 1943 e si unisce ai partigiani della Brigata Garibaldi “Pesaro”, diventa addetto politico al comando della Brigata con l'incarico di inviare ai distaccamenti, tramite le staffette, le istruzioni politiche e organizzative del Partito. Dopo la guerra fu consigliere comunale dal 1946 al 1965, Assessore dal 1960 al 1962 e Presidente dell’Associazione nazionale perseguitati politici italiani antifascisti - ANPPIA di Pesaro.
Il Fronte della gioventù per l'indipendenza nazionale e per la libertà, o Fronte della gioventù, fu la più nota ed estesa organizzazione giovanile partigiana durante la lotta di Liberazione in Italia. Venne costituito a Milano nel gennaio 1944, in forma unitaria, dai rappresentanti dei giovani comunisti, socialisti, democratici cristiani, ai quali si unirono subito i giovani liberali, del Partito d'Azione, repubblicani, cattolici, le ragazze dei Gruppi di Difesa della Donna (dai quali in seguito sorgerà l'UDI), i giovani del Comitato contadini. La base ideale e programmatica fu elaborata da Eugenio Curiel, membro della direzione del Partito Comunista, che lo guidò fino alla morte.