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Record d'autorità
Montini, Giorgio
Persona · 30 giugno 1860 - 12 gennaio 1943

Giorgio Montini nacque a Brescia nel 1860, figlio di Lodovico, industriale del settore conciario e fervente cattolico. Dopo gli studi a Brescia, si laureò in giurisprudenza a Padova nel 1882, ma non esercitò mai la professione forense. Dal 1881 al 1911 fu direttore de "Il Cittadino di Brescia", giornale cattolico fondato da Giuseppe Tovini, che contribuì a rendere uno dei principali organi del cattolicesimo sociale bresciano.

Montini fu figura di riferimento nella nascita del movimento cattolico organizzato in provincia di Brescia: assessore comunale tra il 1913 e il 1920, fu tra i fondatori a livello locale del Partito Popolare Italiano, venendo eletto deputato nel 1919, e poi confermato nel 1921 e nel 1924. Si schierò contro il fascismo e partecipò alla secessione dell’Aventino. Con l’avvento della dittatura e lo scioglimento del partito, si ritirò a vita privata ma continuò a lavorare nel campo delle opere cattoliche.

Fu padre di Giovanni Battista Montini, futuro papa Paolo VI.

Morì nel 1943 a Concesio.

Moro, Aldo
MdM_IT_P_00563 · Persona · 1916 set. 23 - 1978 set. 5

Aldo Moro nasce il 23 settembre 1916 a Maglie, in provincia di Lecce, da Renato Moro, ispettore scolastico, e da Fida Stinchi, insegnante elementare di Cosenza. Dal matrimonio nascono cinque figli: Alberto, Aldo, Salvatore, Maria Rosaria, Alfredo Carlo. Nel 1934 consegue la maturità classica presso il liceo classico «Archita» di Taranto. Nello stesso anno la famiglia Moro si trasferisce a Bari. Nel 1938 Aldo Moro si laurea in giurisprudenza all’Università di Bari con una tesi su «La capacità giuridica penale». Nello stesso anno è nominato assistente volontario alla cattedra di Diritto e procedura penale. Nel 1939 è eletto presidente nazionale della FUCI. Mantiene tale carica fino a quando non viene chiamato alle armi (1942). Pubblica «La capacità giuridica penale». Il 15 febbraio, all’età di 59 anni, muore la madre Fida Stinchi.
Nel 1941 gli è conferito l’incarico di Filosofia del Diritto e di Storia e Politica coloniale all’Università di Bari, che terrà fino al 1963 quando si trasferirà alla Facoltà di Scienze politiche all’Università La Sapienza di Roma per occupare la cattedra di Istituzioni di Diritto e Procedura Penale. Nel 1942 pubblica «La subiettivazione della norma penale» e ottiene la libera docenza in Diritto penale. Nel 1943 fonda a Bari «La Rassegna», insieme ad Antonio Amendola, Pasquale De Prete, Armando Regina. La rivista è pubblicata fino al 1945. Nell’ottobre del 1943 partecipa all’attività di «Radio Bari».
Nel 1944 Moro si iscrive alla DC. Muore a trent’anni il fratello maggiore Alberto, magistrato.
Nel 1945 è nominato presidente del Movimento dei laureati di Azione cattolica, carica che terrà fino al 1946. Dal gennaio del ’45 al dicembre del ’48 dirige la rivista «Studium». Sposa Eleonora Chiavarelli, dalla quale avrà quattro figli: Maria Fida (1946), Anna Maria (1949), Maria Agnese (1952), Giovanni (1958).
Nel 1946 viene eletto alla Costituente (2 giugno 1946 - 31 gennaio 1948) con 27.801 voti di preferenza, lavora nella Commissione dei 75 che ha il compito di redigere il progetto di Carta costituente della Repubblica Italiana e svolge il suo lavoro nella prima sottocommissione: è relatore per la parte relativa «ai diritti dell’uomo e del cittadino». È nominato vicepresidente del gruppo democristiano alla Costituente.
Nel 1947 viene nominato professore straordinario di Diritto penale all’Università di Bari. Nel 1948 nella I legislatura (8 maggio 1948 – 24 giugno 1953) è eletto deputato nella circoscrizione di Bari-Foggia (che resterà il suo collegio elettorale per tutta la vita) con 62.971 voti di preferenza. È nominato sottosegretario al Ministero degli Esteri nel quinto governo De Gasperi (23 maggio 1948 – 14 gennaio 1950). Nel 1951 pubblica «Unità e pluralità di reati» ed è nominato ordinario di Diritto penale.
Nella II legislatura (25 giugno 1953 – 11 giugno 1958), è rieletto deputato nella circoscrizione di Bari-Foggia con 39.007 voti di preferenza. Entra nella Commissione Giustizia della Camera ed è eletto presidente del Gruppo parlamentare della DC, carica che conserva fino al 1955.
Nel 1954 pubblica «Osservazione sulla natura giuridica della exceptio veritatis». Nel 1955 è nominato ministro di Grazia e Giustizia nel primo governo Segni (6 luglio 1955 – 15 maggio 1957). Nel 1956 è eletto Consigliere Nazionale al VI Congresso DC. Nel 1957 è nominato ministro della Pubblica Istruzione, nel monocolore democristiano presieduto da Adone Zoli (19 maggio 1957 – 01 luglio 1958). Nella III legislatura (12 giugno 1958 – 15 maggio 1963) è capolista della DC nella circoscrizione di Bari-Foggia per la Camera dei Deputati e raccoglie 154.411 voti di preferenza. È riconfermato ministro della Pubblica Istruzione nel secondo governo Fanfani (01 luglio 1958 – 15 febbraio 1959).
Nel febbraio 1959 è eletto Segretario politico della DC. Nell’ottobre conquista la maggioranza al Congresso di Firenze ed è riconfermato segretario politico della DC, carica che conserverà fino alla fine del 1963.
La sua relazione del 1962 al Congresso di Napoli della DC sancisce la fine del centrismo e l’apertura della Democrazia Cristiana ai contenuti programmatici della politica di centro-sinistra. È riconfermato Segretario del partito. Nella IV legislatura (16 maggio 1963 – 4 giugno 1968) è rieletto deputato nella circoscrizione di Bari-Foggia con 225.991 voti di preferenza. Costituisce il suo primo governo (4 dicembre 1963 – 22 luglio 1964), un governo di centro-sinistra «organico» a cui concorrono DC, PSI, PSDI, PRI. Il vicepresidente è Pietro Nenni. Presiede il suo secondo governo dal 22 luglio 1964 al 23 febbraio 1966. Le forze che lo compongono sono le stesse del precedente governo e il vicepresidente è sempre Pietro Nenni. Assume l’interim del ministero degli Esteri, prima (dal 28 dicembre 1964 al 5 marzo 1965) per le dimissioni di Giuseppe Saragat eletto Presidente della Repubblica e poi per le dimissioni di Amintore Fanfani (dal 30 dicembre 1965 al 23 febbraio 1966).
Nel 1966 costituisce il terzo governo quadripartito di centro-sinistra (23 febbraio 1966 – 24 giugno 1968). Vicepresidente è sempre Pietro Nenni.
Nella V legislatura (5 giugno 1968 – 24 maggio 1972) viene eletto alla Camera dei Deputati con 293.167 voti di preferenza.
Nel 1969 forma la sua corrente che all’XI Congresso della DC, svoltosi a Roma, raccoglie l’8% dei voti. È nominato ministro degli Esteri nel secondo governo Rumor (5 agosto 1969 – 27 marzo 1970).
Nel 1970 fallisce il suo tentativo di costituire un governo quadripartito organico di centro-sinistra, dopo la crisi del secondo governo Rumor. È riconfermato ministro degli Esteri nel terzo governo Rumor (27 marzo 1970 – 6 agosto 1970), carica che mantiene anche nel primo governo Colombo (6 agosto 1970 – 17 febbraio 1972).
Anche nel primo governo Andreotti rimane ministro degli Esteri (17 febbraio 1972 – 26 giugno 1972). Alle elezioni politiche della VI legislatura (25 maggio 1972 – 4 luglio 1976) per la Camera dei Deputati ottiene 178.475 voti di preferenza. È nominato presidente della Commissione Affari Esteri della Camera dei Deputati.
Nel 1973 è riconfermato ministro degli Esteri nel quarto (07 luglio 1973 – 14 marzo 1974) e nel quinto governo Rumor (14 marzo 1974 – 23 novembre 1974).
Nel 1974, dopo una lunga crisi, costituisce il suo quarto governo (DC-PRI) (23 novembre 1974 – 12 febbraio 1976). La Malfa è vicepresidente del Consiglio. Il governo è sostenuto da una maggioranza che copre tutta l’area del centro-sinistra.
Presiede poi il suo quinto governo monocolore DC (12 febbraio 1976 – 29 luglio 1976). Nel luglio è eletto presidente del Consiglio Nazionale della DC.
Il 28 febbraio 1978, nel corso della riunione congiunta dei gruppi parlamentari democristiani di Camera e Senato, tiene un discorso decisivo al fine di ottenere il consenso necessario alla nascita del nuovo governo Andreotti, che si avvarrà dell’appoggio programmatico e parlamentare – ma non di governo – del PCI. Il 16 marzo, mentre si sta recando alla Camera per il voto al nuovo governo, è rapito dalle Brigate Rosse che uccidono tutti gli uomini della sua scorta: Oreste Leonardi, Domenico Ricci, Francesco Zizzi, Raffaele Iozzino, Giulio Rivera. Il 9 maggio, dopo 55 giorni di prigionia, viene ucciso dalle Brigate Rosse.

Morotti, Carlo
MdM_IT_P_00607 · Persona
Morotti, Gino
MdM_IT_P_00540 · Persona · [193-?] -

È indicato come Segretario della Camera del Lavoro di Fano. Nel 1960 subentra all’ufficio contratti e vertenze a Nino Gabbani. Nel 1961 diventa rappresentante del sindacato auto-ferro-tranvieri. Nello stesso anno è delegato all’Inam in rappresentanza dei lavoratori dell’agricoltura.

Movimento monarchico italiano
MdM_IT_E_00133 · Ente · 1944 -

Fondato nel 1944 dal conte Giorgio Asinari di San Marzano. Nel 1946 partecipò alle elezioni amministrative per il comune di Roma con una propria lista che prese circa 40.000 voti. Alle successive campagne elettorali fu alleato con il Partito Nazionale Monarchico.

Mursia
Nemi
Nemira
Neri, Elvio
MdM_IT_P_00576 · Persona · 1939 apr. 2 -

Nato a Pergola da una famiglia di contadini, ha conseguito il diploma di scuola media a Pergola. Inizia la sua attività sindacale, dopo una fase di collaborazione alla Cgil, viene eletto Segretario della Camera del lavoro di Pergola a 20 anni fino a 21 anni quando è andato a fare il militare, occupandosi della Federmezzadri. Al ritorno si reca a Milano dove fa un corso per la vendita di macchine per l'ufficio e rimane fino al 1964. Torna a Pergola su invito di Nino Binotti, insegnate, partigiano, dirigente del Pci e Sindaco di Pergola che gli chiede di candidarsi nelle liste del Pci di Pergola alle elezioni amministrative. Binotti muore durante un comizio dopo le elezioni. Neri si sente investito della responsabilità datagli da Binotti in quanto il più giovane fra gli eletti. Viene nominato capogruppo consigliare del Pci all'opposizione. Torna a lavorare alla Cgil ma deve dimettersi per l'incompatibilità con la carica comunale. Andrà a formare l'alleanza dei contadini e contemporaneamente diventa funzionario del Pci e con le elezioni del 1970 diventa vice sindaco, assessore alla pubblica istruzione di Pergola, contribuisce ad abolire le pluriclassi portando le scuole al capoluogo con tutti i servizi. Nel 1985 viene eletto alle amministrative e diventa consigliere provinciale. Continua a fare il funzionario di partito fino agli anni Novanta. Nel 1992 il presidente della CTF (azienda trasporti merci conto terzi) lo chiama e lo incarica prima come responsabile commerciale poi coordinatore generale fino al 2005. Poi passa alle aziende partecipate della CTF fino al 2012. Viene nominato Presidente della Fondazione XXV Aprile fino al 2018.

Niger, Rolando
MdM_IT_P_00602 · Persona · 1948 apr. 5 -
NOME DI PROVA
NOME DI PROVA 13 · Persona · AAAA-GG-MM - AAAA-GG-MM

Mariano Agostini [nasce a] S.Agata Feltria [il] 17 febbraio 1917 [da] Pietro [Agostini] [e da] Luigia Mandretti.
[Catturato] [a] Larissa (Grecia) [il] 28 settembre 1943 [e rientrato in Italia il] 1 agosto 1945.
[Nota:] disperso in occasione di affondamento nave nelle acque di Rodi