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Registro de autoridad
Didò, Mario
MdM_IT_P_00564 · Persona
MdM_IT_E_00110 · Entidad colectiva

La Federazione lavoratori costruzioni (Flc) è il sindacato unitario di riferimento per i lavoratori delle aziende del legno, edili e lapidei, costituito a livello nazionale il 3 agosto 1972 con la riunione dei tre consigli generali della Filca, Fillea, Feneal, nell'ambito del processo unitario che portò alla costituzione della Federazione unitaria Cgil Cisl e Uil. Nella provincia di Pesaro e Urbino la Flc si costituisce il 5 maggio 1973. il 14 febbraio 1984 il "Patto di San Valentino" firmato dal governo Craxi, dalla Confindustria, dalla Cisl e dalla Uil, mette sostanzialmente fine alla Federazione unitaria Cgil-Cisl-Uil e in conseguenza alle articolazioni unitarie di categoria tra cui l'Flc, nella provincia di Pesaro e Urbino l'attività è documentata a fino al 1975.

Tinti, Alfio
MdM_IT_P_00547 · Persona
Neri, Elvio
MdM_IT_P_00576 · Persona · 1939 apr. 2 -

Nato a Pergola da una famiglia di contadini, ha conseguito il diploma di scuola media a Pergola. Inizia la sua attività sindacale, dopo una fase di collaborazione alla Cgil, viene eletto Segretario della Camera del lavoro di Pergola a 20 anni fino a 21 anni quando è andato a fare il militare, occupandosi della Federmezzadri. Al ritorno si reca a Milano dove fa un corso per la vendita di macchine per l'ufficio e rimane fino al 1964. Torna a Pergola su invito di Nino Binotti, insegnate, partigiano, dirigente del Pci e Sindaco di Pergola che gli chiede di candidarsi nelle liste del Pci di Pergola alle elezioni amministrative. Binotti muore durante un comizio dopo le elezioni. Neri si sente investito della responsabilità datagli da Binotti in quanto il più giovane fra gli eletti. Viene nominato capogruppo consigliare del Pci all'opposizione. Torna a lavorare alla Cgil ma deve dimettersi per l'incompatibilità con la carica comunale. Andrà a formare l'alleanza dei contadini e contemporaneamente diventa funzionario del Pci e con le elezioni del 1970 diventa vice sindaco, assessore alla pubblica istruzione di Pergola, contribuisce ad abolire le pluriclassi portando le scuole al capoluogo con tutti i servizi. Nel 1985 viene eletto alle amministrative e diventa consigliere provinciale. Continua a fare il funzionario di partito fino agli anni Novanta. Nel 1992 il presidente della CTF (azienda trasporti merci conto terzi) lo chiama e lo incarica prima come responsabile commerciale poi coordinatore generale fino al 2005. Poi passa alle aziende partecipate della CTF fino al 2012. Viene nominato Presidente della Fondazione XXV Aprile fino al 2018.

MdM_IT_E_00113 · Entidad colectiva · 1960-

La Filcams – Federazione italiana lavoratori commercio, alberghi, mense e servizi – nasce dalla fusione di Filam – Federazione italiana lavoratori degli alberghi e mense – e Filcea – Federazione italiana lavoratori commercio e aggregati.
Le origini della Ficea risalgono alla fine del 1800, con la costituzione delle Società di mutuo soccorso e delle Unioni di miglioramento, che hanno consentito di formalizzare le prime norme contrattuali del settore commerciale. Le Unioni, riunite sotto la Federazione dei commessi, facevano parte della Confederazione nazionale dell’impiego privato che era riuscita a ottenere, nel 1919, il primo decreto nazionale sul contratto di lavoro con il miglioramento delle condizioni dell’ambiente di lavoro, la riduzione dell’orario di lavoro, l’introduzione del riposo festivo settimanale, l’assistenza in caso di malattia e i congedi annuali retribuiti e dando più dignità ai lavoratori.
Nel 1949 è inoltre presente la Federazione italiana lavoratori commercio ausiliari e turismo (Filcat) che riunisce più Categorie con l’intento di razionalizzare le organizzazioni sindacali dopo la scissione del 1948.
La Filam, nata nel 1911, è il primo sindacato nazionale del settore turistico. Ha avuto un importante ruolo nella promozione di scioperi durante il “Biennio rosso”, contribuendo alla conquista di traguardi sindacali quali la firma di contratti provinciali di lavoro e l’introduzione della “percentuale di servizio” che ha sostituito la “mancia”, unica forma di salario fino a quel momento.
Il ventennio fascista porta la fine del libero sindacato in Italia: nel 1925 un accordo tra Confindustria e Corporazioni fasciste priva la CGdL di tutti i diritti di rappresentanza e l’anno successivo il potere di contrattazione fu conferito ai soli sindacati fascisti.
La Confederazione nazionale dell’impiego privato assume una linea politica morbida di gestione quotidiana dei diritti di categoria, la Filam, invece, proclama una lunga serie di scioperi e agitazioni con conseguenti persecuzioni e condanne. Con il crollo del regime i primi Sindacati dei lavoratori del Commercio si ricostituiscono e, terminata la seconda guerra mondiale, si ricostituisce la Federazione dei lavoratori del Commercio, da cui nasce, nel 1946, la Filcea. Nel secondo dopoguerra viene rifondata anche la Filam, a rappresentanza dei lavoratori di alberghi, mense e terme.
Nel 1960 – nell’ambito del VI Congresso della Filcea – i due sindacati, Filam e Filcea, si uniscono nella Filcams per volontà della CGIL che intendeva operare in modo più compatto e proficuo promuovendo unitariamente gli interessi delle due federazioni, i cui datori di lavoro si erano già riuniti nella Confcommercio. Nel 1974, alla Filcams viene accorpata la Filai – Federazione Italiana lavoratori ausiliari impiego e nel 1977 la Federazione italiana agenti rappresentanti viaggiatori e piazzisti (Fiarvep).

Entidad colectiva

La Federazione italiana facchini autotrasportatori e ausiliari - Fifta si costituisce a Rimini nel dicembre 1964 dall'unione del Sindacato nazionale facchini e ausiliari (Snfa) e del Sindacato italiani trasportatori locali (Sitl). Nel 1973 la Fifta confluisce nella Federazione italiana sindacati trasporti (Fist) che diventa la struttura in cui si riuniscono e si unificano i sei sindacati di categoria: Fiai (Federazione Italiana Autoferrotranvieri e Internavigatori); Fifta (Federazione Italiana Facchini Trasportatori ed Ausiliari); Film (Federazione Italiana Lavoratori del Mare); Filp (Federazione Italiana Lavoratori dei Porti); Fipac (Federazione Italiana Personale Aviazione Civile); Sfi (Sindacato Ferrovieri Italiani). Nel 1980 la Fist diventa Filt: Federazione italiana lavoratori dei trasporti.

Cecchi, Claudio
MdM_IT_P_00047 · Persona · 1922 gen. 22 - 2013 lug. 6

Claudio Cecchi nasce a Pesaro il 20 gennaio 1922.
Il nonno Antonio Cecchi era stato ufficiale di marina ed esploratore delle zone interne dell'Etiopia, contrario ad ogni forma di colonialismo e di schiavismo era sostenitore di un intervento pacifico italiano in Somalia, Nel 1896 muore eroicamente a Lafolè, all'interno della Somalia, nella spedizione che aveva il compito di esplorare la riva sinistra dell'Uebi, e di farsi amiche le popolazioni per stringere con esse trattati ed accordi commerciali.
Il padre, Gino Cecchi, rimasto orfano sia della madre sia del padre appena dodicenne, entra nella carriera diplomatica giovanissimo, sarà console a Hodeida (Yemen), ad Aden, San Francisco, Barcellona, Calcutta, rappresentante per l'Italia in Romania nella Commissione europea per in Danubio, ministro plenipotenziario in Afghanistan e in Colombia. Nel 1932 rifiutò la tessera del PNF dichiarando il dissenso politico al governo, venne quindi arrestato e internato in manicomio, dimesso dopo alcuni mesi riuscì a emigrare con la famiglia in Francia dove rimase fino alla fine della guerra, quando riprese la carriera diplomatica come console generale a Parigi. La madre, Angiola Picciola, figlia del poeta Giuseppe Picciola e nipote di Giuseppe Vaccaj, pittore e uomo politico, era lei stessa una buona pittrice.
Claudo Cecchi seguì la famiglia nelle diverse sedi diplomatiche, senza frequentare le scuole pubbliche, sostituite dalle lezioni della madre e delle governanti, viene ammesso al Liceo Mamiani di Pesaro solo per i primi due anni in quanto il padre non voleva che aderisse alle organizzazioni giovanili fasciste, con il trasferimento della famiglia in Francia frequenterà il liceo e si diplomerà a Grenoble. Dopo lo scoppio della guerra rimarrà a Parigi con il padre e lì si laurea in legge. Rientra in Italia per la chiamata alle armi ed inizia da subito una sua attività anti regime, distribuendo volantini e tracciando scritte antifasciste sui muri della città. Nel febbraio 1943 fu convocato all'Ufficio politico dei Carabinieri e interrogato sulla sua formazione politica, Cecchi non nascose le sue idee, tuttavia il fatto di non appartenere a nessuna formazione sovversiva gli evitò immediate conseguenze repressive, ma non impedirono che fosse segnalato alla scuola per sotto ufficiali di Sassuolo. Dopo l'8 settembre insieme ad altri componenti del battaglione venne fatto prigioniero a Pisa, riesce però a fuggire subito con un compagno e dopo due giorni ad arrivare a Pesaro. A febbraio del 1944 viene contattato dal CLN di Pesaro e il 4 marzo viene convocato per frequentare dal 5 al 16 a San Petro in Calibano (oggi Villa Fastiggi) un corso "di tipo catechistico e d'impostazione marxista" insieme a Giorgio De Sabbata, Carlo Paladini, Elio Della Fornace e Odoardo Ugolini. il 17 marzo raggiunge la zona di Cantiano ed è nominato commissario politico del distaccamento “Pisacane” col quale partecipa alla vittoriosa battaglia di Vilano (25 marzo 1944) in appoggio al Battaglione “Picelli”, aggredito da 500 nazifascisti provenienti da Cagli. Per il ruolo avuto nella battaglia di Vilano Cecchi verrà decorato con la medaglia di bronzo al Valor militare con decreto dell'11 marzo 1953. Nel giugno del 1944, nel territorio della frazione Paravento di Cagli, Cecchi è protagonista della battaglia scatenata dall'attacco del tedeschi dopo l'uccisione di un soldato e la cattura di due loro militari. Dopo oltre ventiquattro ore di assedio, la vocazione diplomatica di Cecchi consente il rilascio di una trentina di ostaggi presi dai tedeschi. Dopo la battaglia di Paravento a Cecchi viene affidato il comando del I Battaglione di cui i Pisacane era un Distaccamento. Nel 1944, dopo la Liberazione della sua città, Claudio Cecchi è nominato, su indicazione del CLN, Commissario prefettizio all'Amministrazione provinciale di Pesaro, ma si dimette il 28 ottobre per arruolarsi nel Corpo italiano di Liberazione, si ammala però gravemente e sarà ricoverato in sanatorio per tubercolosi polmonare fino al 1950. Dichiarato grande invalido avrà la Croce al merito di guerra. Nell'ottobre 1950 si sposa con Anna Giordani, attivista dell'UDI, impegnata nel Movimento per la pace e tra i delegati al Congresso mondiale del 1949. Si iscrive al Pci ma se ne allontana per i fatti di Ungheria nel 1956; rimane in politica come consigliere e poi assessore al Comune di Pesaro e, successivamente dal 1975 al 1980, come Presidente della Azienda municipalizzata autoservizi e nettezza urbana (Amanup). Nel dopoguerra si dedica anche alla professione forense e all’insegnamento del francese. Sarà presidente per molti anni dell'Associazione nazionale mutilati e invalidi di guerra e componente il Comitato direttivo dell'Anpi provinciale di Pesaro e Urbino. Muore a Pesaro il 6 luglio 2013.